“AMOEBA” arriva la water advertising
 
Riporto ora un articolo molto interessante e di grandissima attualità per chi come me studia molto il mondo dell’outdoor Television e il new advertising, tratto dagli amici di Unimagazine.it e scritto da Gaia Cerrutti:
 
“Ci parla dai plasma di ultima generazione, dagli schermi dei computer, dal display del cellulare, proiettata sui muri dei palazzi, incollata sui vagoni della metropolitana, sulle ali degli aerei, sulle pompe di benzina, stampata sulle promocard: la pubblicità è nella nostra vita e su qualsiasi superficie in grado di ospitarla o riprodurla.
 
Al momento, l’acqua di fontane, stagni e laghi risulta libera e inviolata dal demone dell’awarness per ovvi limiti tecnici. Non per molto, forse, visto che i ricercatori dei Laboratori Akishima, in collaborazione con il Professor Shigeru Naito dell’Università di Osaka, hanno creato un sistema in grado di scrivere sulla superficie dell’acqua. Signore e signori del marketing, gioite.
 
Amoeba, questo il nome del dispositivo che altro non è se non l’acronimo di Advanced Multiple Organized Experimental Basin, si avvale di una tecnologia in grado di funzionare come uno schermo a cristalli liquidi e prevede l'impiego di 50 microgeneratori di moto ondoso, in grado di smuovere l'acqua di una piscina dal diametro poco più grande di un metro e mezzo e profonda 30 centimetri.
I motori, disposti a formare una struttura circolare, sono programmati per funzionare con sincronia e creare onde cilindriche che agiscono come pixel: è così che l’acqua si trasforma in lettere e forme. Ogni movimento dei wave generators "sposta" l'acqua a una determinata velocità, alzando piccole onde che producono lettere in grado di restare sulla superficie pochi attimi. D’altra parte la tecnica è in fase di implementazione e costituisce solo il primo passo verso ulteriori traguardi.
 
Fin troppo facile allora immaginare le lettere della parola Coca Cola formarsi sulla superficie acquatica di una fontana nel cuore di Disneyland, il logo di una crema ai principi oligominerali comporsi nella piscina di un centro benessere.
I cervelloni dei laboratori Akishima non sono nuovi a questo genere di dispositivi che giocano con la superficie dell’acqua ma nelle precedenti versioni avevano riscontrato problemi sia nel realizzare alcune lettere dell’alfabeto che nel ridurre l’ampio intervallo di tempo necessario tra il formarsi di una lettera e l’altra. Ora queste difficoltà sono state superate anche grazie a un’implementazione dei metodi di calcolo per il controllo delle onde, basati sulle cosiddette funzioni di Bessel.
 
Gli inventori della “water graphic” si aspettano che presto Amoeba possa essere utilizzata in alberghi di lusso o parchi divertimenti con spettacoli che integrino la tecnologia acquatica con le più moderne tecniche di acustica e illuminazione o addirittura come elemento d’arredo nella casa di qualche miliardario megalomane che vuole stupire i suoi ospiti. Poca cosa confronto al potenziale di Amoeba quale tecnologia rivoluzionaria in grado di trasformare fontane, laghi stagni e piscine, in infiniti spazi pubblicitari. E se è vero che il valore della spesa pubblicitaria registra un incremento del 3, 2% in Italia e del 5, 2% negli Usa*(dati: Nielesen Media Research e TNS Media Intelligence del primo quadrimestre 2006 sul periodo corrispondente 2005), con una crescita costante della media share of spending e internet che gioca la parte del leone, c’è da pensare che spazi pubblicitari sempre nuovi e inconsueti saranno sempre i benvenuti per i big spender del pianeta”.
 
Si ringrazia la testata Unimagazine.it
 
 
A come Amoeba a come acqua
venerdì 27 ottobre 2006