Grazie a tutti, ma credevo di meritare di più: io sono un’onda elettromagnetica con anni di onorato servizio alle spalle! E anche la mia famiglia è una di quelle rispettabili: mio nonno telegrafo fu il primo ad operare tra Roma e Milano, mentre mio padre radio fu la voce della guerra e del dopoguerra. Quanti messaggi in codice portò ai partigiani papà! Io non meritavo certo questo trattamento! Quando mi fu chiesto di riconvertirmi al digitale terrestre, all’inizio ne fui felice : “ Si immagini- dicevano – farà lo stesso lavoro per portare duecento-venti canali! Due-due-zero! Si rende conto? E inoltre, qualità migliore, interattività, alta definizione, portabilità bla bla…. Tutti erano entusiasti, soprattutto quello basso che prima non aveva i capelli. Fu lui a pagarmi di tasca sua (o forse no?)il corso professionale tramite il quale un vecchio professionista della tv analogica come me potè riconvertirsi al digitale terrestre.
Ero entusiasta: 220 canali in più, con la stessa fatica! Avrei finalmente dato voce a tutti quelli che prima non l’avevano! Avrei finalmente potuto proiettare i film più belli, anche quelli in bianco e nero, senza essere ossessionato dalla prima serata o dagli ascolti! E’ vero, già da prima sarei potuto andare a lavorare per il satellite, ma io soffro di vertigini, e mi spaventava arrivare tutti giorni fino a cinquantamila chilometri di altezza, senza contare che sopra l’atmosfera si incontrano certi raggi cosmici con le facce brutte, un po’ pericolosi.
In effetti, era vero, riuscivo a fare lo stesso lavoro di prima in un baleno, e fu questo l’inizio dei miei problemi. Prima, per portare la tv analogica, mi toccava faticare talmente tanto che non avevo mai avuto il tempo di guardare le mie trasmissioni. Con il digitale terrestre potei rilassarmi e vedere finalmente il pattume che stavo trasportando. Ero attonito, ma mi dissi“ Ok, non preoccuparti – mi dissi – non possono essere tutte chiacchiere, sederi e reality. Cambia canale, ce ne sono talmente tanti, vedrai che almeno uno ti piacerà!”. Li girai tutti Erano tutti assolutamente uguali. Proiettavano le stesse cose, solo ad orari dilazionati. Serie tv stravecchie, quei quattro orrendi cartoni animati, i cosiddetti “filmoni” pieni di effetti speciali, rotocalchi, e varietà, e inoltre il calcio!
Già prima c’era ad ogni ora del giorno e della notte. Adesso si può anche pagare per vederlo. Già , questa non me l’avevano detta, ma sono anche diventato una prostituta di basso bordo, per tre euro mi costringono a soddisfare la loro squallida voglia di altro calcio in endovena, fino all’overdose.
E io che sognavo teatro, musica, cultura, opera, cortometraggi, volevo udire le voci dei disperati che prima non si udivano. I 220 canali sono serviti solo a moltiplicare all’infinito la stessa voce, e a renderne l’eco ancora più fastidioso. Tutte le voci più flebili sono state definitivamente sovrastate.
Sono stanco, e non appena potrò, me ne andrò via, in pensione. La mia unica speranza per il futuro è mio figlio, che per fortuna non ha seguito le mie orme. Lui lavora come pacchetto IP per Internet! Lui è il primo della nostra generazione che non porta la voce dei giornalisti, dei politici o dei padroni, lui porta avanti la voce di tutti. Lui non farà monologhi, come me e mio padre, lui fara vedere le persone del mondo, e la fara parlare tra loro!
Spero solo però che quelle persone abbiano ancora qualcosa da dirsi….
Francesco Maria De Collibus ( il suo Blog )
La foto appartiene a Big Fat Rat